di Ignazio Mazzoli - "...è una città che sta esplodendo tra nuove povertà e disagi, non solo legati alle tragedie migratorie ma a chi è nato e cresciuto in questa città. Altro che terza settimana, qui c'è gente che non inizia nemmeno il mese". (Roma è la città, e sta nel Lazio ndr) Chi dice queste parole? Un disoccupato che dà vita a Vertenza Frusinate? Macché, è il Prefetto della Capitale, Franco Gabrielli al congresso della Acli che si è svolto domenica a Roma, al Divino Amore. Chissà se i membri del Consiglio Regionale del Lazio hanno letto questa dichiarazione (roma.repubblica.it)? Se l’hanno letta, forse avranno orecchie più attente per il disagio del frusinate e anche a loro appariranno più comprensibili e condivisibili le richieste che i disoccupati ciociari a nome pure degli altri della regione (totale 350.000) avanzano a Zingaretti, alla sua Giunta ed alla maggioranza che li sorregge, finora sordi ad ogni proposta e richiesta.
Così oggi Vertenza Frusinate fa le sue valutazioni e precisa le sue rivendicazioni in una riunione svolta a Ceccano il 14 marzo a partire dalle 10 del mattino.
«L’esito dell’incontro dell’11 marzo 2016, che ha visto impegnata una rappresentanza della Vertenza Frusinate composta da Gino Rossi, Nico Evangelista e Massimo Brillanti, in un faccia a faccia con il presidente della Giunta Regionale del Lazio, Nicola Zingaretti, nella sede della Prefettura di Frosinone, è stata l’occasione per fare una valutazione dello stato dell’arte relativamente alle richieste che sono state presentate ed alle situazioni del prossimo futuro in cui impegnarsi .
L’apprezzamento per questo colloquio con Zingaretti ed il Prefetto di Frosinone, che non era fra gli obiettivi dei disoccupati organizzati, va soprattutto al fatto che si sia realizzato, anche se a nessuno sfugge che esso è nato dalla preoccupazione del PD locale di non vedere disturbata per l’iniziativa che doveva svolgersi presso la Multisala Sisto e per questo motivo lo ha sollecitato. La fragilità di questo PD ciociaro ha tuttavia consentito l’avvio di un dialogo che in primo luogo consente di dire che avviene perché Vertenza Frusinate orami è un interlocutore riconosciuto serio e rappresentativo del disagio di questa realtà territoriale. Dopo l’approvazione all’unanimità, il 12 gennaio, dell’OdG Denicolò che impegnava la Regione ad intervenire sull’emergenza disoccupazione del frusinate ci sono stai altri incontri senza risultati concreti, il 28 gennaio e il 9 marzo e questo appuntamento dell’11 marzo apro uno spiraglio.
Così oggi Vertenza Frusinate fa le sue valutazioni e precisa le sue rivendicazioni in una riunione svolta a Ceccano il 14 marzo a partire dalle 10 del mattino.
«L’esito dell’incontro dell’11 marzo 2016, che ha visto impegnata una rappresentanza della Vertenza Frusinate composta da Gino Rossi, Nico Evangelista e Massimo Brillanti, in un faccia a faccia con il presidente della Giunta Regionale del Lazio, Nicola Zingaretti, nella sede della Prefettura di Frosinone, è stata l’occasione per fare una valutazione dello stato dell’arte relativamente alle richieste che sono state presentate ed alle situazioni del prossimo futuro in cui impegnarsi .
L’apprezzamento per questo colloquio con Zingaretti ed il Prefetto di Frosinone, che non era fra gli obiettivi dei disoccupati organizzati, va soprattutto al fatto che si sia realizzato, anche se a nessuno sfugge che esso è nato dalla preoccupazione del PD locale di non vedere disturbata per l’iniziativa che doveva svolgersi presso la Multisala Sisto e per questo motivo lo ha sollecitato. La fragilità di questo PD ciociaro ha tuttavia consentito l’avvio di un dialogo che in primo luogo consente di dire che avviene perché Vertenza Frusinate orami è un interlocutore riconosciuto serio e rappresentativo del disagio di questa realtà territoriale. Dopo l’approvazione all’unanimità, il 12 gennaio, dell’OdG Denicolò che impegnava la Regione ad intervenire sull’emergenza disoccupazione del frusinate ci sono stai altri incontri senza risultati concreti, il 28 gennaio e il 9 marzo e questo appuntamento dell’11 marzo apro uno spiraglio.
Diversa è la valutazione sui contenuti delle proposte scaturite dalla riunione.
Sei punti
Primo. Il Presidente Zingaretti vuole incontrare tutti i sindaci del frusinate e le forze sociali, imprenditori e sindacati (saranno presenti? Sarebbe ora, specialmente quelli di categoria) per valutare gli impegni da prendere con loro. Bene, ma quando? Il giudizio è quello di sempre. Bisogna fare presto e veder risultati concreti e operativi. Quando la data?
Secondo. Vertenza Frusinate vuole dare credito al fatto che i finanziamenti annunciati da Zingaretti aprano possibilità per l’intero territorio provinciale. Esse richiedono competenza e capacità di programmazione. I disoccupati sono pronti a raccogliere la sfida che viene dal Presidente Zingaretti e chiedono ai sindaci di valutare e discutere insieme ad ognuno di loro singolarmente, con le rappresentanze dei disoccupati di ogni singolo comune, progetti seri, che se condivisi si impegnano a sostenere con ogni impegno e tutte le loro forze, naturalmente senza rinunciare anche ad opportunità nei lavori socialmente utili e ad ogni altra, se disponibili e di immediata attivazione. Agli incontri i disoccupati parteciperanno con il supporto di tecnici competenti e preparati per lavorare sul concreto e seriamente, senza demagogia.
I Sindaci si sono dati uno strumento di raccordo, un gruppo di consultazione su WhatApp* in cui già si trovano il Sindaco di Anagni, di Acuto, di Ceccano, di Paliano e di Piglio, ma forse ad ora saranno già molti di più. “Sapere che i primi cittadini si sentono sui nostri problemi ci fa sentire meno soli”.
Terzo. Ai sindaci i disoccupati chiedono di sostenerli nella richiesta di misure d’emergenza per fronteggiare la mancanza di reddito. Senza di loro non si sopravvive e i progetti rischiano di servire ai pronipoti di non si sa chi. Questa richiesta riprende forza dopo il comunicato di un partito della maggioranza che sostiene la giunta Regionale, SEL-SI che ripropone di recuperare la legge 4/2009 da “noi” proposta sin da maggio 2015. L’aiuto dei Sindaci è necessario soprattutto sui tempi: qualunque approfondimento, modifica e aggiornamento deve portare all’approvazione prima del voto di maggio. Un altro impegno a vuoto sarebbe intollerabile. I promotori della Vertenza sanno bene che si é in campagna elettorale....
Quarto. Mentre alcune forze politiche interverranno in parlamento per far riesaminare l’AdP per capirne le inefficienze e modificarle in modo che sia utilizzabile in questo territorio prima del 2 agosto 2016 (data di scadenza dell’AdP), è necessario che la data del 14 giugno, quando finirà la mobilità per 350 lavoratori che resteranno senza proventi, sia raggiunta avendo già acquisito le misure più idonee a tutelare queste persone.
Quinto. A tutte le Istituzioni, con il rispetto che meritano e che ad esse Vertenza Frusinate porta, si chiede la massima trasparenza delle decisioni dei criteri di individuazione delle soluzioni e delle loro assegnazioni, dando il massimo di informazione pubblica. Alla Regione è rivolto un invito: se c’è la volontà di proseguire questo dialogo vengano esonerati dalla definizione degli impegni tutti coloro che fino ad ora hanno frapposto solo ostacoli e dinieghi, siano funzionari o membri di giunta.
Sesto. Questa riunione si conclude con la decisione di lavorare per radicare sul territorio, in ogni Comune, la presenza organizzata di chi cerca lavoro.»
Secondo. Vertenza Frusinate vuole dare credito al fatto che i finanziamenti annunciati da Zingaretti aprano possibilità per l’intero territorio provinciale. Esse richiedono competenza e capacità di programmazione. I disoccupati sono pronti a raccogliere la sfida che viene dal Presidente Zingaretti e chiedono ai sindaci di valutare e discutere insieme ad ognuno di loro singolarmente, con le rappresentanze dei disoccupati di ogni singolo comune, progetti seri, che se condivisi si impegnano a sostenere con ogni impegno e tutte le loro forze, naturalmente senza rinunciare anche ad opportunità nei lavori socialmente utili e ad ogni altra, se disponibili e di immediata attivazione. Agli incontri i disoccupati parteciperanno con il supporto di tecnici competenti e preparati per lavorare sul concreto e seriamente, senza demagogia.
I Sindaci si sono dati uno strumento di raccordo, un gruppo di consultazione su WhatApp* in cui già si trovano il Sindaco di Anagni, di Acuto, di Ceccano, di Paliano e di Piglio, ma forse ad ora saranno già molti di più. “Sapere che i primi cittadini si sentono sui nostri problemi ci fa sentire meno soli”.
Terzo. Ai sindaci i disoccupati chiedono di sostenerli nella richiesta di misure d’emergenza per fronteggiare la mancanza di reddito. Senza di loro non si sopravvive e i progetti rischiano di servire ai pronipoti di non si sa chi. Questa richiesta riprende forza dopo il comunicato di un partito della maggioranza che sostiene la giunta Regionale, SEL-SI che ripropone di recuperare la legge 4/2009 da “noi” proposta sin da maggio 2015. L’aiuto dei Sindaci è necessario soprattutto sui tempi: qualunque approfondimento, modifica e aggiornamento deve portare all’approvazione prima del voto di maggio. Un altro impegno a vuoto sarebbe intollerabile. I promotori della Vertenza sanno bene che si é in campagna elettorale....
Quarto. Mentre alcune forze politiche interverranno in parlamento per far riesaminare l’AdP per capirne le inefficienze e modificarle in modo che sia utilizzabile in questo territorio prima del 2 agosto 2016 (data di scadenza dell’AdP), è necessario che la data del 14 giugno, quando finirà la mobilità per 350 lavoratori che resteranno senza proventi, sia raggiunta avendo già acquisito le misure più idonee a tutelare queste persone.
Quinto. A tutte le Istituzioni, con il rispetto che meritano e che ad esse Vertenza Frusinate porta, si chiede la massima trasparenza delle decisioni dei criteri di individuazione delle soluzioni e delle loro assegnazioni, dando il massimo di informazione pubblica. Alla Regione è rivolto un invito: se c’è la volontà di proseguire questo dialogo vengano esonerati dalla definizione degli impegni tutti coloro che fino ad ora hanno frapposto solo ostacoli e dinieghi, siano funzionari o membri di giunta.
Sesto. Questa riunione si conclude con la decisione di lavorare per radicare sul territorio, in ogni Comune, la presenza organizzata di chi cerca lavoro.»
C’è buon senso e realismo? Giudichi il lettore
14 marzo 2016
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